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Bevande alcoliche, la quantità che consumi è legata alla lunghezza delle tue dita I Gli esperti ne sono convinti

Il consumo di alcol è associato alla lunghezza delle dita – unitremilano.it

La lunghezza delle dita potrebbe essere strettamente legato alla quantità di alcol che una persona consuma. 

Vi siete mai chiesti se il vostro amore per la birra, per il vino o per qualche altra bevanda alcolica fosse o meno innato? Per i ricercatori ormai è chiaro: il rapporto che ognuno di noi ha con l’alcol e con la quantità che si consuma è strettamente connesso alla propria struttura anatomica.

Nello specifico, secondo un recente studio sono le vostre mani a nascondere un segreto legato alle abitudini personali sul consumo di bevande alcoliche. In modo particolare è la lunghezza delle dita a rivelare il vostro legame con queste ultime.

Infatti, in un nuovo affascinante studio che unisce anatomia e comportamento, i ricercatori hanno scoperto un’inaspettata connessione tra le dita e le abitudini di consumo. Il suddetto suggerisce che il rapporto di lunghezza tra l’indice e l’anulare potrebbe predire la quantità di alcol che si ingerisce.

Anatomia ed alcool: il nesso inaspettato

Lo studio si concentra su quello che gli scienziati chiamano “rapporto 2D:4D”, ovvero la relazione tra la lunghezza del dito indice (2D) e dell’anulare (4D). Questo rapporto è modellato dalla quantità di testosterone ed estrogeni a cui si è esposti nel grembo materno.

In genere, le persone esposte a livelli più elevati di testosterone prima della nascita hanno un rapporto 2D:4D più basso (il che significa che l’anulare è più lungo rispetto all’indice), mentre quelle esposte a più estrogeni hanno un rapporto più alto.

Il consumo di alcol è associato alla lunghezza delle dita – unitremilano.it

I risultati dello studio

Lo studio ha preso in esame 258 studenti universitari (169 donne e 89 uomini) con un’età media di 22 anni. I ricercatori hanno quindi misurato la lunghezza delle loro dita e hanno valutato i loro modelli di consumo di alcol utilizzando l’Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT), un questionario standardizzato sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I risultati rivelano che sia gli uomini che le donne con un rapporto 2D:4D più basso hanno riferito un consumo maggiore di alcol e hanno ottenuto punteggi più alti nel test AUDIT, che misura i comportamenti di consumo rischiosi. Questa relazione è risultata particolarmente forte negli uomini e nelle misurazioni effettuate dalla mano destra rispetto alla sinistra. Ciò è in linea con precedenti ricerche che suggeriscono che il rapporto 2D:4D della mano destra potrebbe essere più sensibile all’esposizione agli ormoni prenatali.

Arianna

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